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TIANDAO TAIJI scuola Yang metodo Patrick Kelly

L'incontro con Patrick Kelly

Se desiderate sapere qualcosa su Patrick Kelly potete cercare direttamente sul suo sito : www.patrickkellytaiji.com oppure sui siti dei suoi allievi. Scriverò invece del mio incontro con lui.Tai chi Patrick Kelly

Fui presentata a Patrick Kelly il 4 ottobre 2008 come una delle più anziane praticanti di taijiquan in Italia, anni di lavoro nei gruppi Gurdjieff, zen, blablabla, una postura molto stabile, persona determinata, bla bla bla. Senza troppi complimenti, anzi nessuno, Patrick mi fece mettere in una posizione che reputavo stabile ed un secondo dopo mi spinse. Risultato: mi trovai incollata come un manifesto alla parete della palestra. Scherzi a parte, non mi ero ancora resa del tutto conto di quanto fosse accaduto che Kelly se ne era gia' andato via, lasciandomi stupita per non aver sentito come, quando e da dove fosse partita quell’onda morbida e potente che mi era arrivata addosso senza darmi alcuna possibilità di scampo. Mi dissi immediatamente – Questo lo voglio imparare -.

Subito dopo pensai al lavoro che bisognava fare per arrivare li'. Alla mia eta' era semplicemente troppo tardi. Imparare di nuovo l’ennesima forma, un metodo completamente diverso, ripartire da zero perche' quello che avevo imparato fino a quel momento pareva completamente inutile nella nuova Via. Ma quando la mente è decisa tutto diventa possibile.

Praticai in maniera discontinua con alcuni allievi italiani perché dovevo finire i miei esami di Tui-na e l’anno successivo non mi presentai al workshop tenuto da Kelly in Italia. Non ero pronta. Non sapevo ancora che non sarei mai stata pronta.

Nel 2010 andai al seminario di Londra piu' con l’idea di vedere mio figlio che vive la' che con una seria intenzione di praticare. Entrai al Goodenough College e la prima persona che incontrai pareva uscita per certi versi da una fiaba e per altri da un festival di Woodstock. Abiti coloratissimi, un fiore nei capelli: Davero? Tu si Italiana, io vivo Pietrasanta , mio nome Sylvia Tambellini, che bello tu qui, è vero!, you look like a nice young irish girl! (sembri una simpatica ragazza irlandese!)

I am not Irish, i am not young , and probably i am not nice either.( non sono irlandese, nemmeno giovane e probabilmente neppure simpatica)

Una bella risata, l’inizio di una profonda amicizia.

Al seminario sono un disastro, non ho imparato la forma e cerco come posso di stare dietro al flusso. Il tui-shou o, come lo chiama Sylvia, spingi-mani è una vera frustrazione . Qualche anima pia mi da una mano e pazienta sotto il mio tocco da portuale marsigliese. Eppure mi sento felice. La frase di saluto di Patrick mi sembra quasi una presa in giro: -hai imparato qualcosa?- Mi viene da sorridere – non so cosa ho imparato, ma mi sento benissimo.

Tornata a casa tutti mi trovano “diversa”, persino i miei biscotti sono buonissimi. Le relazioni morbide…. Penso, qui c’è di più che taijiquan…qui c’e’ Taiji.

Prossimo incontro Monterosso due mesi dopo.

Quanti anni hai praticato col maestro Chang?

Perche' te ne sei andata dalla scuola di Gurdjeff’? –

Perche' non impari la forma?

Domande asciutte e dirette, nessun commento alla risposta.

Dopo un sacco di scuse, mi decido, comincio a copiare i movimenti da un video di Chen Man-qing. Ne memorizzo una buona parte ma mi viene detto che la forma del maestro Huang è differente. Allora acquisto un video di quando Patrick era molto più giovane ed eseguiva la forma lunga e il quick fist in Nuova Zelanda. La imparo con grandissima fatica e ben presto scopro che molte cose sono cambiate.

Chiedo allora di poter partecipare ad un seminario successivo, rompo le palle, (l’insegnamento di Monsieur Plée e' sempre vivo) e vengo ammessa.

E’ l’inizio di una pratica costante di almeno quattro ore al giorno, e' l’inizio di un meraviglioso rapporto con Sylvia, e' l’inizio di un ulteriore cambiamento profondo. E’ l’inizio di un qualcosa che mi sembra sempre all’inizio.

Dire chi sia Patrick Kelly e' un’impresa. E’ imprevedibile come il cielo di marzo. Per quello che sento ora potrei quasi descriverlo con il quindicesimo capitolo del Dao Te Jing, ma chissà cosa sentirò tra 10 anni. Mi auguro di poterlo scrivere.